50 SFUMATURE DI CREATIVITA' con lo scrittore DEMETRIO SALVI


Demetrio Salvi
Domani mi chiuderai in un ospizio
sinossi
La protagonista di questa storia è mia madre, più che ottantenne. Gli aiutanti siamo io e mio
fratello, sull'orlo della pensione. Poi c'è Alessia, una giovane che fa da dama di compagnia e da
collaboratrice domestica. Ma altrettanto importanti sono le badanti che si susseguono, che arrivano, che vanno via, talvolta improvvisamente. E c'è anche la mia strana malattia (sono elettrosensibile) che mi porta a rientrare per un po' nell'alveo materno. E il mio definitivo allontanamento e il senso di solitudine tragico che coglie mia madre, una donna forte, autonoma, capace
di vivere da sola nonostante l'età.
La trama è lineare, condivisa con quella di tante altre persone che vivono la stessa realtà, ormai così comune (siamo la prima generazione a vivere questa strana idiosincrasia: figli anziani
che devono prendersi cura di genitori vecchi, molto vecchi).
Inizia con una caduta che è anche simbolica: segna il passaggio definitivo da una condizione
di impreciso equilibrio a quella della dipendenza ma, in questo caso, ciò che conta di più è il
momento che coglie mia madre e la precipita improvvisamente in uno stato d'insicurezza e di
paura per una solitudine che i figli non riescono a interpretare. Una solitudine che è anche paura
della morte.
Il racconto insegue questo tentativo di sopravvivenza attraverso la presenza di badanti che si
susseguono e che vanno via, che fuggono, che ritornano al loro paese - gente che è costretta
spesso per la miseria a fare un lavoro insopportabile, durissimo, spesso triste.
Fino al punto in cui la soluzione fatale non può essere che quella: rinchiudere la propria
mamma in una RSA, perché neanche le pensioni per anziani riescono a reggere il peso di un
corpo che si sta accartocciando su se stesso, un corpo che vuole continuamente essere accompagnato in bagno per una pipì che non c'è, che non può esserci. Le necessità elementari diventano ora fatali.
Un figlio della mia età cosa può fare?
Può ancora tentare una soluzione "creativa", una soluzione che assorbirà quei pochi soldi
rimasti, che porterà tutta la famiglia sull'orlo di un baratro che ora è anche economico.
Ma ci penserà mia madre a salvare questo mondo.
Morirà un attimo prima che tutto sia invaso e annegato nella vergogna che noi figli abbiamo
vergognosamente generato
